Elissa: Ottava Giornata, Terza Novella

Nella novella di Elissa, Boccaccio ci presenta al personaggio, Calandrino, che sarà il protagonista di altre novelle successive. In questa novella Calandrino viene beffato da Maso del Saggio, Buffalmacco, e Bruno — Maso del Saggio racconta di un paese dell’abbondanza, Bengodi, dove si trova montagne di formaggio e pasta, dove corre un fiume di vernaccia, dove ci sono delle oche che fanno dinero con un papero in aggiunta. Anche racconta a Calandrino di due tipi di pietre magiche, uno si chiama il macigno da Settignano, che quando “son macine fatti, se ne fa la farina,” e l’altro tipo l’elitropia, che “qualunque persona la porta sopra di sé, mentre la tien, non è da alcuna altra persona veduto dove non è.” Calandrino, come un povero contadino, il cui sogno è guadagnare molti soldi così può mangiare quanto vuole, crede tutta la storia di Maso, e pensa che se avesse la pietra, l’elitropia, potrebbe rubare i soldi facilmente.  Interessato a trovare quest’elitropia, seguendo le istruzioni di Maso del Saggio va a Mugnone con i suoi amici, Buffalmacco e Bruno. A Mugnone, Calandrino accumula tutte le pietre nere che può trovare e quando è carico con le pietre, Buffalmacco e Bruno cominciano la loro beffa e fingono di non vedere Calandrino.  Allora Calandrino, pensando di aver trovato l’elitropia, torna a casa, dove sua moglie lo sta aspettando arrabbiata perché è molto in ritardo per la cena. Naturalmente la moglie lo vede e comincia a rimproverarlo per il suo ritardo, però questo solo lo fa arrabbiare e lo causa a picchiare la moglie brutalmente presumendo che la moglie, dato che tutte le donne rovinano la virtù, avesse annullato la magia della sua elitropia.  Dopo tutta questa scena violente, Buffalmacco e Bruno arrivano alla casa di Calandrino, arrabbiati con Calandrino che li aveva ingannati e lasciati a Mugnone, e spiega che l’annullamento della magia non è colpa della moglie, ma una punizione di Dio per aver ingannato i suoi amici.

Dato che un gran tema di questa giornata è punire la gente per modo delle beffe, Calandrino, un prototipo del villano viene punito per la sua credulità, sciocchezza, semplicità, immoralità, e ignoranza. Calandrino non è solo sciocco ma anche peccaminoso, volendo soldi di una maniera facile, e misogino, dicendo che “le femmine fanno perder la virtù a ogni cosa,” e poi malmenando sua moglie, che è descritta come una “bella e valente donna.”  Inoltre, simile alla novella di Pampinea di questa giornata, la punizione di Calandrino è un contrappasso. Sognando di una vita di ricchezza e abbondanza di cibo, alla fine della novella, Calandrino rimane con la sua abbondanza di pietre – invece di essere pieno con il cibo, Calandrino è carico con le pietre. Inoltre, dopo l’apparenza dei servi, Licisca e Tindaro, all’inizio della sesta giornata, che non sanno parlare efficientemente e con raffinatezza, sembra che il personaggio di Calandrino sia un rafforzamento del messaggio che noi lettori e la brigata dobbiamo comportarci come persone educate.

Un altro tema significativo di questa novella è il mestiere di Calandrino, Bruno, e Buffalmacco. Tutti e tre sono pittori, e come Platone dice, i pittori sono gli unici artigiani che possono creare tutte le cose nel mondo perché solo devono sapere copiare, quindi i pittori sono i migliori ingannatori.  Siccome la letteratura è anche una forma d’arte, Boccaccio e gli altri autori sono artisti e in qualche modo ingannatori.  Quest’immagine degli autori come pittori mi sembra molto simile al “visibile parlare” di Dante (Pur.X.39). Dante dipinge con le sue parole tante immagini vivide per rivelare questo rapporto psico-fisico che il visivo ha con la conoscenza—si deve “vedere” le cose (anche se sia attraverso parole) per imparare. È molto interessante che Calandrino sia un pittore e che la punizione di Calandrino sia essere carico con le pietre perché assomiglia a una scena nel Purgatorio dove ci sono dei superbi carichi con i sassi sulle schiene che devono guardare giù alla terra ai quadri di qualche scena della superbia prima che possano guardare le immagini dell’umiltà, la soluzione al peccato della superbia. Nello stesso modo Calandrino è ancora cieco alla sua peccaminosità, è ancora sotto il peso dei sassi e deve capire il suo problema prima che possa incontrare la soluzione al suo problema. Calandrino, però, non sembra mai di imparare e per quello, è sempre il bersaglio delle beffe.

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Published in: on 18 aprile 2016 at 19:57  Lascia un commento  

Elissa: Settima Giornata, Terza Novella

La novella di Elissa della settima giornata si tratta di un frate Rinaldo che convince madonna Agnesa di dormire con lui. Madonna Agnesa pensa che sia un peccato dormire con il padrino del suo figlio ma il frate Rinaldo ragiona che siccome lui non è consanguineo con il figlio, non c’è nessun problema. Allora la madonna e il frate si stanno godendo quando il marito torna a casa e la madonna mente che il frate, al posto di lui, era venuto in fretta per pregare e salvare loro figlio che stava per morire. Mentre madonna Agnesa sta parlando con suo marito, frate Rinaldo che si sta rivestendo ascolta tutte le parole della madonna e le prende come istruzioni.  Anche il compagno del frate ascolta le “istruzioni” indirette della madonna e va con la serva della casa a pregare per la salute del figlio. Con tutta questa scena svolta senza intoppi, il marito crede tutto e ringrazia il frate per aver guarito il figlio mentre era fuori.

La settima giornata è piena delle storie con istruzioni indirette come quelle di madonna Agnesa, come nella prima novella, Monna Tessa usa gli incantesimi come istruzioni indirette al suo amante per fargli sapere che il marito era nella stanza, o nella seconda novella, Peronella da istruzioni a suo marito per “pulire la botte,” ma in realtà sta dando istruzioni a Giannello per come toccarla. L’uso delle istruzioni in questa giornata è più complesso in confronto all’uso delle istruzioni nelle giornate precedenti. In questa giornata, le istruzioni non sono ovviamente istruzioni – sono parole con doppi-sensi. Invece, nelle altre giornate, le istruzioni erano chiaramente istruzioni, come per esempio quando Antigono da istruzioni a Alatiel per conservare la sua verginità o quando lo Zima risponde a se stesso, fingendo di essere la moglie di Francesco Vergellesi. Magari è un messaggio da Boccaccio che come lettori, dobbiamo essere attenti ai doppi-sensi presenti nella letteratura.

Il tema del padrino è anche molto importante in questa giornata. Come Dioneo dimostra nella sua novella che dormire con il padrino di suo figlio non è un peccato, Boccaccio tocca un tabù fondamentale  — visto che lo spirito santo o San Giuseppe è il padrino di Gesù, e loro hanno ingravidato la vergine Maria con Gesù, perché non è giusto per i padrini di dormire con la madre del figlioccio? In più, Boccaccio critica il sistema di falsa parentela della chiesa che si riferisce ai preti come “padri” o “frati.” Anche se la chiesa vuole creare una comunità famigliare tra la gente, magari il sistema dà ai preti troppo accesso alle emozioni dei seguaci della chiesa e gli permette di approfittare la gente.

La nostra discussione in classe sul ruolo del padrino mi ha fatto anche pensare nel discorso di Platone sulla mimesi, in cui Platone spiega che il sole è come la verità o il messaggio di Dio, ma essendo umani, non è possibile guardare il sole direttamente senza un mediatore, come per esempio un paio di occhiali da sole. Se lo santo spirito è il padrino di Gesù e se lo santo spirito è rappresentato come una colomba che porta alla vergine Maria il verbo da Dio (allora più o meno un corriere), il padrino funziona come gli occhiali da sole che chiarisce il messaggio del padre. Se mettiamo questo discorso del padrino nei termini della letteratura e l’autore è il padre del suo libro, Boccaccio può essere un tipo di padrino per il libro di Galeotto. Allora le novelle in difesa del padrino possono essere in realtà un’autodifesa per la letteratura di Boccaccio.

Published in: on 18 aprile 2016 at 11:39  Lascia un commento  

Filomena: Terza Giornata, Novella Terza

Per la terza giornata, Filomena racconta la storia di una donna che usa un frate ignaro per soddisfare i suoi desideri. A detta di Filomena, solo alcuni anni fa, a Firenze, c’era una nobildonna intelligente, acuto e “d’altezza d’animo.” Scontento nel suo matrimonio, lei si innamorava di un uomo molto più giovane che il suo marito. Quest’uomo, però, non sapeva che la donna lo guardava. Lei, sapendo che l’uomo era amici con un frate, decideva usare questa relazione al suo vantaggio.

La donna ha detto il frate che lei amava il suo marito, ma c’era un uomo che le infastidiva. Descriveva l’uomo che era conoscuito al frate, e il frate ha affrontato l’uomo con le accuse. L’uomo capiva gli intenti della donna, e utilizzava le proteste della donna come una guida per la sua condotta. Alla fine, la donna ha organizzato un incontro, e quando l’uomo è arrivato lei ha ringraziato il frate, dicendo “Gran mercé a messer lo frate, che cosí bene t’insegnò la via da venirci.” La donna e l’uomo erano contenti, “prendendo l’un dell’altro piacere.”

Prima di avere raccontato la sua storia, Filomena ha detto che gli uomini del sacerdozio sono zucconi. Mentre il tema del giorno è chi ha desiderata qualcosa e la ha acquisito, o ha recuperato qualcosa perdita, Filomena attribuisce la maggioranza del successo non alla donna ma alla incompetenza del frate. Lei sta un po’ stufa, discrevendo Firenze come “piú d’inganni piena che d’amore o di fede.” Addirittura ha confrontato i frati coi porci! Filomena ha avvertito le donne non avere troppa fede nei religiosi perché persino i frati possono essere ingannati.

Questo tema di capi religiosi come difettati è molto comune nel Decamerone. Se sono impuri o loro stupidi non importa, solo che non sono creduti o riveriti dal pubblico. Per me, questo è stato una sorpresa, perché pensavo che la chiesa era la istituzione più rispettato nel Medioevo. Invece, i membri della brigata sembrano godere della buffonate dei frati.

Penso che la decisione della brigata di cercare rifugio in un giardino e non in una chiesa abbia molto significanza. Dopo avere letto la sezione del Decameron Web sul religione nel tredicesimo e quattordicesimo secolo, ho realizzato che la decisione rifletteva il clima politico del tempo. La chiesa reagiva fortemente a comportamento riteneva eretico. C’era un aumento di cinismo religioso, e la borghesia iniziava di valorizzare cose tangibili e funzionali. Sembra che i membri della brigata identificano con questa opinione e classe sociale.

Published in: on 14 aprile 2016 at 12:11  Lascia un commento  

Pampinea: Settima Giornata, Sesta Novella

La settima giornata sentiamo da Pampinea la storia di Madonna Isabella e li tre uomini nella sua vita. La bellissima Madonna Isabella era sposata ad un cavaliere valoroso. Anche se la relazione era buona, Madonna Isabella si era annoiata con il suo marito. Mentre lei comincia una relazione con Lionetto, un giovane amante, Messer Lambertuccio, un uomo intollerabile, si innamora di lei e la obbliga a una relazione. Una sera quando suo marito va via da casa, Madonna Isabella invita Lionetto a accompagnarla. Dopo poco, arriva anche Messer Lambertuccio, che aveva sentito che la donna era da sola. Lionetto si nasconde, e Madonna Isabella passa la sera con l’altro uomo. D’improvviso arriva il marito da Madonna Isabella, e la signora si trova con due amanti in casa.  In un momento di profonda intelligenza, la donna fa scappare i due uomini e il marito non si accorge di niente.

In questa novella, siamo circondati di diversi tipi di relazioni sessuali. Nella prima parte abbiamo il rapporto fra moglie e marito, dopo poco però incontriamo il rapporto fra Madonna Isabella e il suo amante Lionetto. In questo rapporto, abbiamo due persone che consentano ad una relazione amorosa. Messer Lambertuccio presenta invece una forma di relazione in cui la donna non acconsente agli atti che succedono fra loro due. Con tutti questi rapporti, sembra che la donna non possa fare molto per se stessa nel contesto di rapporti sessuali tranne quella con Lionetto, o in altre parole lei sta sempre nelle mani degli uomini. Possiamo vedere, però, che questa idea è scorretta. Da un lato, questo discorso è vero perché Madonna Isabella non ha scelta nella relazione tra lei e Messer Lambertuccio. All’alro lato, però, nelle altre relazioni lei ha tutto il potere: è lei a scegliere un amante e a scegliere di tradire suo marito continuamente. In un certo senso, la donna prende  sua sessualità nelle sue mani e fa quello che vuole.

Pampinea introduce la sua novella dicendo che tante persone credono che l’amore ti renda privo di senso, ma secondo lei in realtà succede l’opposto. La situazione di Madonna Isabella corrobora questa opinione. Nel momento pericoloso, la donna è molto intelligente e ingegnosa quando usa Messer Lambertuccio e suo marito per salvare il suo amante. Quando l’amore a rischio, Madonna Isabella è molto astuta.

Infine, da dove viene questa novella? Già aspettiamo che i racconti di Pampinea esprimano qualche morale per le donne della brigata, quindi quale è la lezione di oggi?  Se pensiamo dal rapporto che probabilmente esiste fra Pampinea e Panfilo, vediamo che c’è un amore molto forte e contraccambiato. L’introduzione che spiega che l’amore non ti rende stupido e il bell’esempio di Madonna Isabella, Pampinea dimostra che in certi casi l’amore rafforza e aiuta. Secondo me, Pampinea non voleva essere ridotta agli altri esempi di innamorati stupidi quindi racconta la storia di questa donna intelligente. Potrebbe essere anche che sta dando un avvertimento a Panfilo. Non sappiamo!

Published in: on 11 aprile 2016 at 16:09  Lascia un commento  

Filomena: Seconda Giornata, Novella Nona

Su questa bella giornata, dopo aver goduto dei giardini e mangiato, Filomena è nominata come regina. Nel corso del giorno, lei è descritto come bella, armoniosa, alta, e piacevole, con una corona d’alloro. Lei non prescribe un tema per le storie del giorno, ma il soggetto di gioia dopo sfortuna emerga. Dopo gli altri membri della brigata hanno recitato le loro storie, Filomena racconta la nona storia, per onorare la posizione finale di Dioneo che è stato deciso nella prima giornata.

Filomena recita la storia di Bernabò e Ambrogiuolo, in un tentativo di illustrare il proverbio che “lo ‘ngannatore rimane a piè dello ‘ngannato.” Inoltre, lei spera che la storia ispira i membri della brigata essere custodito contro ingannatori. La storia inizia a Parigi, con Bernabò e Ambrogiuolo discutiendo le donne con gli altri mercanti. Tutti credono che tutte ” le donne lasciate da loro non volessero perder tempo,” tranne Bernabò. Lui crede che la sua moglie, Zinevra, è il modello di una donna, perfetto in ogni occupazione, e fedele sempre. Ambrogiuolo non crede la asserzione che una donna può essere fedele, e Bernabò propone una scommessa. Se Ambrogiuolo può seduce la moglie di Bernabò in tre mesi, lui riceva cinquemila fiorino d’oro. Se non, Bernabò riceve mille fiorino.

A Genova, Ambrogiuolo tenta di sapere più di questa donna perfetta. Dopo alcune inchieste, scopre Bernabò aveva ragione, e il incarico di sedurre la donna sarà più difficile di che pensava. Ambrogiuolo decide di ingannare Bernabò, e con la aiuta di una povera donna, lui è portato nella camera della donna in una cassa. Quando la donna sta dormendo, lui scappa dalla cassa e inizia imparare il contenuto della camera a memoria. Finalmente, toglie la coperta e ha notato un neo con alcuni “peluzzi biondi come oro.”  Ambrogiuolo ruba una borsa e alcuni anelli e cinture, e torna a sua cassa. Nella mattina, la donna povera rimuove la cassa dalla camera e Ambrogiuolo torna a Parigi.

A Parigi, Ambrogiuolo spiega la disposizione della camera di Zinevra e esibisce le cose rubate, e sostiene che lei le ha dato a lui. Bernabò è scettico, e mantenga che queste osservazioni e cose avrebbero potuto essere acquisito da un servitore. A questo punto, Ambrogiuolo svela la sua conoscenza del neo con i peluzzi biondi. Bernabò è scioccato ma concede che Ambrogiuolo ha vinto la scommessa.

Bernabò inizia tornare a Genova, ma decide di inviare un suo famigliare con due cavalli e una lettera a Zinevra con una richiesta per lei unirsi a lui. Però, ha ordinato a questo famigliare di uccidere la donna durante il viaggio. Lei, sospettando nulla, va con il famigliare. Quando loro hanno raggiunto un luogo appartato, lui ha rivelato il suo compito. La donna convince lui prendere i suoi vestiti come prova di avere uccise lei, e di risparmiare lei.

La donna si trasforma il suo aspetto, affinché sembra un marinaio. Sulla costa, lei incontra signore En Cararh, un nobile catalano. Si presenta come Sicurano da Finale, e assicura una posizione come un mozzo. Non molto tempo dopo, il catalano è andato al palazzo del soldano, chi ha richiesta i servizi di Sicurano.

Il soldano ha mandato Sicurano a sovrintendere una fiera in Acri. A questa fiera, Sicurano individua la borsa e la cintura che Ambrogiuolo ha rubato. Sicurano chiede chi sta vendendo questi oggetti, e un Ambrogiuolo ridendo si presenta e rivela che sono sua proprietà. Quando Sicurano domanda a Ambrogiuolo perché sta ridendo, lui spiega che queste cose erano regali dalla moglie di Bernabò, dopo una notte insieme. Anche spiega la scommessa e la decisione di Bernabò di avere la moglie uccisa.

A questo punto, Zinevra ha capito tutti gli eventi degli ultimi anni. Sicurano invita Ambrogiuolo a tornare a Alessandria, e dopo induce Bernabò a venire anche. Le due compaiono davanti al soldano, e Ambrogiuolo è convinto di dire la verità del affare con Bernabò. Dopo aver rimproverato Ambrogiuolo e Bernabò, Sicurano si rivela come Zinevra.

Zinevra perdona Bernabò, e il soldano anche risparmia la sua vita. Ambrogiuolo è portato a un posto nel sole e “legato a un palo e unto di mele,” e nel medesimo giorno “dalle mosche e dalle vespe e da’ tafani…fu non solamente ucciso ma infino all’ossa divorato.” Tutta la sua proprietà è stato dato a Zinevra. Insieme, lei e Bernabò sono tornati a Genova, “E cosí rimase lo ‘ngannatore a piè dello ‘ngannato.”

In questo racconto, possiamo vedere la importanza della vendetta nella cultura antica. Inoltre, Filomena rinforza gli ideali di fedeltà. C’è vergogna non solo in una donna chi non sta fedele, ma anche in un uomo chi non si fida della sua moglie.

Published in: on 10 aprile 2016 at 15:26  Lascia un commento  

Elissa: Sesta Giornata

La sesta giornata ci porta un po’ fuori dai parecchi strati delle novelle e più vicino alla realtà. Dall’inizio, la sesta giornata che comincia con un litigio tra due servi, Licisca e Tindaro, è diversa dalle altre nel modo che è la prima volta che siamo esposti alle esperienze reali di altre persone che non sono personaggi delle novelle o i dieci membri della brigata. Inoltre, le novelle della sesta giornata si svolgono a Firenze o vicino a Firenze, e molti dei personaggi sono conosciuti dai membri della brigata — allora le novelle di questa giornata sono propio a casa. Pure la conclusione della giornata sostiene questo tema della naturalezza e realtà della giornata.  Alla fine della giornata, Elissa guida le donne alla “Valle delle Donne,” che è il culmine della bellezza della natura. Questa valle è parallelo al giardino della terza giornata, però in paragone al giardino della terza giornata che era fatta a mano, questa valle è fatta dalla natura, questa valle ha un piccolo laghetto naturale invece di una fontana costrutta. In più l’acqua di questo laghetto è così chiara che quando le donne entrano nell’acqua, l’acqua “non altramenti li lor corpi candidi nascondeva che farebbe una vermiglia rosa un sottil vetro,” evidenziando la libertà delle donne in questa valle (paragrapfo 30).  Qua, senza la presenza degli uomini, le donne possono essere completamente nudi e liberi, possono nuotare come vogliono e possono giocare a pigliare i pesci nel laghetto, una cosa che sembra designato ai maschi.

Analogamente alla chiarezza dell’acqua, le battute nelle novelle, anche se sono fatte in una maniera rispettosa con l’uso di metafore, sono chiare e dirette.  Il successo della battuta, però, dipende non solo dello spirito acuto del parlante, ma anche della capacità dell’uditore di capire la battuta. Diversamente dal litigio tra Licisca e Tindaro dove ci deve essere la brigata per recitare il ruolo del terzo partito spregiudicato e per mettere a posto la situazione, le novelle trattano di alcuni personaggi che usano un motto di spirito che il ricevitore del motto capisce subito (o per la maggior parte lo capisce subito).

Nel caso della novella di Elissa, è un po’ un’eccezione nel senso che anche se Guido Cavalcanti è quello che dice il motto di spirito e Betto Brunelleschi, essendo quello che lo riceve, capisce il motto, in realtà tutti gli altri uomini che sono anche ricevitori del motto non lo capiscono. Il punto della battuta di Guido, però, è proprio questo: che questi uomini sono tonti. Quando questo gruppo di uomini con Betto come il capo nota Guido tra i sepolcri della chiesa di Santa Reparata, scatta in loro il desiderio di provocarlo, e quindi il gruppo chiede a Guido: “Guido, tu rifiuti d’esser di nostra brigata: ma ecco, quando tu avrai trovato che Idio non sia, che avrai fatto?” (paragrafo 11). In risposta, Guido simplemente gli dice, “Signori, voi mi potete dire a casa vostra ciò che vi piace” (paragrafo 12). Gli uomini sono lasciati confusi dalle parole di Guido, e Betto, almeno essendo capace di capire la battuta di Guido, deve spiegargli che ciò che Guido voleva dire è che erano come se fossero morti poiché non usavano le loro menti. La battuta non avrebbe funzionata senza Betto. Non so se Boccaccio stia facendo un commento sopra l’intelligenza di gente di diverse classi sociali, come per esempio Licisca e Tindaro non possono risolvere il loro problema senza la brigata perché sono dei servi, o come nella novella di Pampinea, Geri Spina non è capace di capire la ragione per cui Cisti non gli darà il vino perché l’interazione tra i due è interferita da un servo. Chichibio viene rappresentato come uno sciocco ma è Currado, un nobile, che deve capire il motto di spirito di Chichibio, ed è Currado, sapendo ragionare e controllare le sue emozioni, che può ridere del motto di spirito instintivo di Chichibio. O magari non è un messaggio delle classi sociali, ma un messaggio ai lettori, che noi dobbiamo essere intelligenti, capire i doppi-sensi che sono presenti in questo Decameron, ed acquisire la capacità di cercare i significati nascosti invece di fissarci al livello dei significati letterali.

Questa novella è anche importante perché il protagonista è Guido Cavalcanti, un poeta famoso, un caro amico di Dante, e “un de’ miglior loici che avesse il mondo e ottimo filosofo naturale” (paragrafo 8). Boccaccio estima l’intelligenza di Guido moltissimo,n che è ancora ovvio con il tema della battuta di Guido. È interesante perché Guido, non credendo nell’immortalità dell’anima, era posto nell’Inferno da Dante per la sua eresia, ed allo stesso tempo, nel Decameron è così valorizzato come persona. Sembra come se attraverso gli occhi di Dante, Betto e la sua brigata che prendevano Guido in giro per il suo epicureismo, non sarebbero stati puniti, bensì lodati per denunciare l’ateismo di Guido.  Invece, nel Decameron, Guido, che è l’eretico, è il buono. Avendo visto la corruzione della chiesa, è disincantato Boccaccio? Nelle sue novelle, Boccaccio anche parla dei ebrei o musulmani in un modo molto liberale, non valorizzando una religione più di un’altra. È possibile che anche con la peste ed a vedere che la religione non fa niente per salvare la gente dalla peste, che la natura è il più potente, Boccaccio sia un pochino sospettoso della religione in generale?

Published in: on 5 aprile 2016 at 21:28  Lascia un commento  

Fiammetta, Sesta Giornata, Novella Sesta

La novella che racconta Fiammetta durante la sesta giornata incomincia con un uomo giovane a Firenze di nome di Michele Scalza. Michele era molto piacevole e sempre raccontava le storie più strane e per questo motivo era un uomo molto popolare a Firenze. Un giorno, mentre stava con un gruppo a Montughi, incominciano a discutere su quale era la famiglia più nobile e più vecchia di Firenze.

 

Scalza risponde dicendo che la famiglia più nobile e vecchia, non solo a Firenze, però in tutto il mondo, era la famiglia Baronci. I suoi amici non lo credono e quindi decidono di scommettere una cena per sei persone. Scalza incomincia a dimostrare che la famiglia più vecchia e nobile di Firenze è la famiglia Baronci dicendo che la famiglia più vecchia è anche la famiglia più nobile, quindi se può convincerli che la famiglia Baronci è davvero la famiglia più vecchia, avrà vinto la scommessa.

 

Continua dicendo che Dio creò la famiglia Baronci nel tempo quando stava appena incominciando ad imparare a dipingere, mentre creò il resto dell’umanità quando aveva già perfezionato l’arte. Per convincerli ancora di più dice che se i suoi amici non lo credono, possono comparare la famiglia Baronci con qualsiasi altra famiglia e vedrebbero che mentre tutte le altre persone hanno facce ben proporzionate, la famiglia Baronci hanno o facce troppo strette o facce troppo ampie. Alcuni membri della famiglia hanno nasi molto lunghi mentre altri membri anno nasi troppo corti. Alcuni hanno addirittura i menti come asini e due occhia di dimensioni diverse. Di solito, le facce della famiglia Baronci sembrano come disegni di ragazzini che stano appena imparando a disegnare.

 

Ascoltando la risposta di Scalza, le persone nella sua compagnia incominciano a ridere e quindi decidono che Scalza aveva vinto perché era stato cosi divertente.

Published in: on 5 aprile 2016 at 10:46  Lascia un commento  

Fiammetta, Quinta Giornata, Novella Nona

La novella che racconta Fiammetta durante la quinta giornata incomincia con Coppo di Borghese Domenichi che viveva a Firenze, e nella sua vecchiezza parlava molto con i suoi vicini. Una delle storie che racconta tratta di un uomo giovane, di nome di Federigo, che una volta viveva a Firenze. Federigo era il figlio di Messer Filippo Alberighi che, anche essendo povero, era molto rispettato in Toscana.

 

Federigo si innamora di una donna nobile chiamata Monna Giovanna, che era alla sua volta considerata una delle donne più belle e raffinate di Firenze. Perché lei si innamorasse di lui, Federigo organizza molte giostre e banchetti, spendendo molti più soldi di quelli che aveva. E quindi Federigo rimase un uomo povero con solo un falcone e una piccola fattoria nella sua possessione.

 

Mentre Federigo stava vivendo come un uomo povero in campagna, il marito di Monna Giovanna si ammalò ed elaborò un testamento lasciando tutta la sua ricchezza al loro figlio. Siccome il loro figlio era ancora giovane, e siccome amava moltissimo la sua moglie, il marito di Monna Giovanna la fece il suo erede nel caso accadesse qualcosa al loro figlio.

 

Monna Giovanna rimane vedova e incomincia a passare le vacanze in campagna dove, di tanto in tanto, lei e suo figlio vanno a trovare Federigo. Al figlio piace moltissimo il falcone di Federigo. Un giorno, il figlio di Monna Giovanna si ammala e lei è disposta a fare tutto perché lui guarisca. Il figlio dice che se lui potesse avere il falcone di Federigo, lui incomincerebbe a guarire.

 

Monna Giovanna quindi va a trovare Federigo in campagna senza dirli esattamente perché sta andando da lui. Federigo è felicissimo di ospitarla, pero non avendo niente da mangiare degno della visita di Monna Giovanna, decide di uccidere il suo falcone perché loro possano avere una cena piacevole.

 

Dopo la cena Monna Giovanna gli dice la vera ragione perla sua visita e Federigo diventa tristissimo perché non avrebbe potuto regalarla ciò che realmente desiderava. Raccontandole cosa aveva fatto in preparazione per la cena, Federigo fa portare i talloni e le piume del falcone. Capendo la generosità ed il amore di Federigo, Monna Giovanna incomincia ad intenerirsi verso lui, pero temendo il peggio della salute del suo figlio, lo ringrazia e si dirige verso casa.

 

Sfortunatamente, il figlio di Monna Giovanna muore e dopo un periodo di lutto, i suoi fratelli la incoraggiano a risposarsi come era ancora giovane, ed adesso, molto ricca. Anche se lei avrebbe preferito rimanere vedova, decide di risposarsi solo se la lasciano sposarsi con Federigo spiegando: “Fratelli miei, io so bene che così è come voi dite, ma io voglio avanti uomo che abbia bisogno di ricchezza che ricchezza che abbia bisogno d’uomo.” I suoi fratelli, rendendosi conto che lei era già completamente decisa, la lasciano sposarsi con Federigo e i due vissero felici e contenti.

Published in: on 5 aprile 2016 at 10:42  Lascia un commento  

Fiammetta, Quarta Giornata, Novella Prima

La novella che racconta Fiammetta durante la quarta giornata tratta di amori infelici come tutte le novella di quella giornata. Tancredi, Principe di Salerno, ama moltissimo la sua figlia e non lasciò mai che lei si sposasse anche quando già fosse diventata un po vecchia. Finalmente decide di sposarla a un figlio del Duca di Capua. Quando lui muore, lei rimane vedova e ritorna a vivere col padre. Lei, che si chiama Ghismonda, era molto bella ed ancora molto giovane per trascorrere la vita sola e quando si rese conto che il suo padre non aveva intenzioni di risposarla, decide di trovare un amante. Dopo aver osservato sia i uomini nobili che quelli non nobili decide che è molto attratta a un uomo chiamato Guiscardo, che anche essendo non nobile e molto attrattivo e piacevole. Guiscardo, una volta rendendosi conta del interesse di Ghismonda, si innamora di lei. Così, i due incominciano ad amarsi.

Decidono di incontrarsi in una grotta sotto la stanza di Ghismonda da dove potrebbero accedere la sua stanza. Ghismonda finge voler fare un pisolino ma in realtà passa la giornata con Guiscardo.

Dopo un po di tempo, come faceva di solito, Tancredi decide di andare nella stanza di Ghismonda per avere una chiacchierata. Entrato nella stanza, si rende conto che Ghismonda è nel giardino e quindi decide di fare un pisolino nel suo letto. Sfortunatamente, quello era lo stesso giorno che Ghismonda aveva organizzato di trovarsi con Guiscardo. Ghismonda entra la sua stanza e si incontra con Guiscardo dove passano tempo nel letto senza mai rendendosi conta che Tancredi stava lì dormendo. Lui si sveglia e quando vede ciò che sta facendo sua figlia, rimane male con tristezza. Una volta che i due amanti finiscono, Tancredi riesce ad uscire dalla stanza di Ghismonda senza che nessuno si renda conto, abbassandosi dalla finestra.

Tancredi poi ordina che due dei suoi uomini prendino Guiscardo e che lo portino, in secreto, da lui dove Tancredi, quasi piangendo, dice “Guiscardo, la mia benignità verso te non avea meritato l’oltraggio e la vergogna la quale nelle mie cose fatta m’hai, si come io oggi vidi con gli occhi miei”. Guiscardo li risponde dicendo “Amor può troppo più che né voi né io possiamo.” Quindi dicendoli che il suo amore con Ghismonda era qualcosa superiori a loro due. Tancredi quindi comanda che Guiscardo fosse portato in una camera dove sarebbe stato tenuto in secreto.

Il prossimo giorno Tancredi va nella camera di Ghismonda ed incomincia a piangere e rivela il fatto di sapere della relazione entro Ghismonda e Guiscardo. A lui dispiace la relazione di Ghismonda non tanto perché fosse una relazione fuori del matrimonio, ma perché Guiscardo non è un uomo nobile e quindi non è degno di sua figlia. Dopo che finisse di parlarle, Ghismonda si rende conto non solo che Tancredi abbia scoperto la sua relazione, pero anche che Guiscardo fosse stato catturato. Anche essendo distrutta pensando a cosa possa essere accaduto a Guiscardo, Ghismonda risponde come una donna coraggiosa. Lei confessa di amare Guiscardo, e dice che decise di avere relazioni con lui perché lei è una persona di carne ed ossa e quindi ha i stessi bisogni che i uomini della sua età. Anche avendo deciso di seguire i suoi lussuriosi desideri, lei lo fece in un modo discreto così che fosse quasi impossibile per qualcuno scoprirli. Ghismonda continua dicendo che il fatto più importate è che siamo tutti fatti della stessa carne ed ossa e che abbiamo i stessi poteri, le stesse virtù. Così come siamo tutti nati uguali, le prime persone nobili erano persone che usarono le loro virtù. Poi compara i uomini nobili a cui Tancredi si sta riferendo con Guiscardo dove rimane chiaro che Guiscardo, nei suoi comportamenti e con le sue virtù, e il uomo più nobile di tutti. Ghismonda conclude dicendo che qualsiasi cosa che Tancredi faccia a Guiscardo, lo dovrebbe fare anche a lei perché se no lei se lo farà con le sue proprie mani. Tancredi riconosce le parole poderose della sua figlia, pero non crede che lei farà ciò che ha dichiarato fare. Quindi, non potendo più arrabbiarsi con sua figlia, decide di vendicarsi con il suo amante.

Comanda alle due guardie di strangolare Guiscardo e di togliere il suo cuore. Le guardie obbediscono e portano il cuore a Tancredi. Il prossimo giorno Tancredi fa creare un bellissimo calice dorato, nel quale mise il cuore di Guiscardo. Ultimamente, dona il calice a Ghismonda con il messaggio “Il tuo padre ti manda questo per consolarti di quella cosa che tu più ami, come tu hai lui consolato di ciò che egli più amava.” Tuttavia, il giorno anteriore dopo che se ne era andato suo padre, Ghismonda aveva mandato per delle erbe e radici velenose, che aveva poi distillato in un veleno nel caso ciò che temeva accadesse accada. Ghismonda incomincia a piangere e dichiara nuovamente il suo amore per Guiscardo. Dopo aver pianto abbastanza, decide di versare il veleno sul cuore di Guiscardo e di bere i contenuti del calice.

Tancredi, accorgendosi della situazione di sua figlia, incomincia a piangere e Ghismonda con le sue ultime parole, chiede di essere sepolta al lato del suo amore. E quindi finisse il amore di Guiscardo e Ghismonda, ed anche se il padre si repentì troppo tardi, decise di seppellire i due amanti insieme.

Published in: on 5 aprile 2016 at 10:36  Lascia un commento  

Fiammetta, Terza Giornata, Novella Sesta

La novella che racconta Fiammetta durante la terza giornata si svolge a Napoli tra Ricciardo Minutolo e Catella, la moglie di un uomo nobile. Ricciardo, anche avendo una moglie, si innamora e incomincia a fare al corte a Catella. Un giorno, alcune amiche di Catella dicono a Ricciardo che Catella è solo innamorata di Filipello, il suo marito, e che quindi tutti i suoi sforzi sarebbero in vano. Con questa informazione, Ricciardo decide di fingersi innamorato di un’altra donna così che Catella possa essere più rilassata nella sua compagnia. Durante l’estate, le sue amiche vanno alla spiaggia dove si trovano per caso con Ricciardo, che racconta una battuta sottile su un’amante di Filipello. A questo punto, Catella si ingelosisce non sapendo che la battuta era una bugia fatta apposta. Catella, tutta gelosa, vuole sapere chi è la donna di cui Ricciardo sta parlando e Ricciardo decide di rispondere solo se lei promette di non parlarne con nessuno prima di aver assicurato che ciò di cui sta parlando fosse realtà. Ricciardo quindi racconta a Catella che, già da un tempo, Filipello sta facendo la corte alla sua moglie e che lei gli ha mostrato tutte le lettere che le ha scritto. Ricciardo continua dicendo che lui non avrebbe voluto fare niente se non fosse per il fatto che Filipello propose andare a trovare la sua moglie in una terme. Ricciardo suggerisce a Catella che se vogliono scoprire Filipello per il uomo che è, Catella dovrebbe andare alle terme fingendosi la sua moglie. Catella, essendo una donna gelosa, lo crede immediatamente e decide di fare ciò che suggerisce. Arriva alle terme dove trova una donna che la dirige alla stanza dove la sta aspettando “Filipello”. La stanza e molto buia e nessuno dei due emette nessun rumore per paura che l’altra persona scopra l’inganno. Dopo aver passato abbastanza tempo nel letto, Catella decide di parlare ed incomincia a rimproverare la persona che lei crede è Filipello per aver intentato di avere relazioni con un’altra donna. Catella continua a denunciare mentre Ricciardo ancora fingendosi Filipello prova di coccolarla e consolarla. A questo punto, Ricciardo decide di rivelare la sue identità, e le dice “Anima mia dolce, non vi turbate; quello che io semplicemente amando aver non potei, Amor con inganno m’ha insegnato avere, e sono il vostro Ricciardo.” Perché Catella non se ne andasse, Ricciardo le dice che non si può cambiare qualcosa che è già accaduto e che se lei decide di raccontare ciò che è accaduto, nessuno la crederebbe e Ricciardo e Filipello si odierebbero abbastanza per uccidersi. Ricciardo conclude dicendole che è pronto ad amarla e servirla per sempre. Catella rimane molto offesa pero Ricciardo è convinto di non lasciarle andare via prima che lei lo perdoni e quindi la coccola e le dice tante belle cose che lei lo perdona, e rimangono nelle terme per molto tempo di più.

 

Published in: on 5 aprile 2016 at 10:24  Lascia un commento