Neifile~Decima Giornata, Prima Novella

Nell’ultima giornata, Neifile racconta una storia di un cavaliere di Firenze, si chiama Messer Ruggieri di Figiovanni. Lui crede che non può dimostrare il suo valore a Firenze e va dal Re di Spagna, Alfonso per vedere la sua corte e la vita dello splendore. Ruggieri di Figiovanni vede che lui dà tanti castelli ai suoi amici senza discrezione. Lui decide che vuole guadagnare il suo onore senza i regali che non lo fanno il merito della dignità.

Lui chiede al Re per il suo permesso di partire la sua corte e ritorna a Firenze. Il Re offre un mulo per il suo viaggio con un custode. Questo gesto gentile è per Lui di sentire tutte le cose che il Messer Ruggieri ha detto di Lui e istruisce il suo custode di ritornare al castello dopo un piccolo viaggio nei boschi. Quando loro in corso, il mulo di Messer Ruggieri si ferma del percorso dal fiume. Irritato, Lui dice che il mulo è proprio come in Re. Il custode sente il commento e porta Messer Ruggieri al Re. Il Re sa quello che ha detto e gli chiede di spiegare. Messer Ruggieri con aperto viso dice che Lui sembra come un mulo perché dà i doni alle persone spagliate. Il Re dice che lui sa di non dargli un castello, non è il suo onore con i regali o castelli. La sua fortuna è più dello splendore o magnificenza. Dopo il Re e Messer Ruggieri vanno a una grande sale con due grande cassone al centro. Uno è dorato in oro con i gioielli, corone e i suoi bene, tutte le cose che Messer Ruggieri vede alla corte del Re. L’altro, Il Re dice che è pieno della terra. La fortuna presenta un’opportunità per Messer Ruggieri per aprire il suo percorso e per dimostrare il suo onore. Lui apre il cassone pieno della terra, come la sua fortuna e il desiderio di essere più onorevole con il suo successo per la città di Firenze.

Il tema della fortuna è molto importante questa novella perché mostra il rapporto tra magnificenza e il virtù. Si collega bene lo scelto della fortuna perché come abbiamo visto nel Decameron, la fortuna funziona come una ruota e non c’è una singola destinazione o messaggio per la fortuna. La scelta di Messer Ruggieri rappresenta che Lui pensa che il suo onore debba essere riconosciuto dal qualcun altro ma questo non è vero. Lo scelto della terra rappresenta che la sua fortuna consiste nella sua fede nel suo potere. La terra rappresenta la città di Firenze e il suo paese.

Questa novella si collega bene il tema della magnanimità e il rapporto della magnificenza. Magnanimità è simbolica del donare o dono e un valore spirituale e allegorico. Per Messer Ruggieri, c’è una gloria o rischia della vita dello splendore del Re. Comunque questa novella mostra la tensione di dare dello splendore come parte della logica (per il Re) e anche il dare come un simbolo della parte della virtù e il crescendo di altruismo. In conversazione con il tema della fortuna, mi sono interessata di capire perché l’ultima giornata del Decameron introduce la magnificenza e liberalità alla fine. Abbiamo visto l’eccesso di tutto, il cibo, il sesso, il valore, l’inganno e anche il denaro. Ma perché nell’ultima giornata c’è una sublimazione della virtù di mercante? Per il ritorno della brigata alla città, della peste e della morte di una classe sociale, riconosciamo la rischia della vita.

Alla fine, vorrei includere le mie stampe che ha creato per il mio progetto finale del tema della fortuna del Decameron. Queste stampe sono illustrazioni della scena della grande sale del Re. Il cassone rappresenta lo scelto della terra o la ricchezza. Ho fatto tre stampe per dimostrare che la fortuna non è una scelta chiara, e più di una ruota perchè la fortuna è più cieca di amore.

Published in: on 17 maggio 2016 at 09:30  Lascia un commento  

Fiammetta, decima giornata, sesta novella

Durante l’ultima giornata, Fiammetta decide di raccontare una novella sulla quale tutti sarebbero d’accordo perché non vuole continuare le discussioni della novella precedente. Fiammetta racconta che quando Re Carlo vinse contro il re Manfredi, caccio tutti i ghibellini da Firenze, incluso un cavaliere chiamato Messer Neri. Neri costruisce un giardino in campagna cosi spettacolare che il re Carlo vuole andare a trovarlo anche se sono nemici. Messer Neri prepara un gran banchetto per dare il benvenuto al re. Come parte del banchetto, Neri chiede alle sue due bellissime figlie di entrare nell’acqua per pescare la cena per il re. Vendendole vestite in bianco, il re si rende conto che è completamente innamorato con entrambe, anche se preferisce a Ginevra. Il re continua a visitar Messer Neri il più possibile e ad un punto decide di rapirle. Il re racconta cosa stava pianificando al conte Guido. Il conte decide di dire al re esattamente cosa pensa del fatto che il re voleva rapire a queste due ragazze. Il conte gli dice che rovinerà la sua reputazioni come re e protettore se rapisce alle figliuole di un buon anfitrione. Gli raccorda della vittoria contro a Manfredi e come il re è troppo vecchio per le due ragazze. Il re si rende conto che il conte ha ragione e decide che se vuole essere un vero re deve conquistare i suoi desideri anche se lui non si era mai innamorato prima di innamorarsi con queste ragazze. Quindi decide di controllarsi e organizza dei buoni matrimoni per le figlie di Messer Neri. Dopo di che rimane isolate in Puglia cosi che il suo desiderio sene vada. Dopo un po’ di tempo, il re ritorna e non soffra mai più di desideri simili. Fiammetta conclude dicendo che il re Carlo si comportò molto generosamente perché non solo organizzò matrimoni per le due figlie, ma perché lo fece senza prima farle l’amore.

Published in: on 17 maggio 2016 at 01:25  Lascia un commento  

Pampinea: Decima Giornata, Settima Novella

In questa decima e ultima giornata, Pampinea racconta la storia di una ragazza siciliana di nome Lisa e del re Piero di Raona. Un giorno, Lisa vede il re per strada e subito si innamora di lui. Sapendo bene le differenze della loro classe sociale, però, Lisa non può fare niente per le sue emozioni e il suo silenzioso ma ardente amore diventa una malattia. La giovane ragazza sta per morire e nessuno sa perché. Come regalo, i suoi genitori organizzano che un musicista di corte a suoni per lei, ma Lisa usa questa opportunità per mandare il musicista alla corte con il messaggio del suo amore per il re. Quando il musicista canta una canzone con il tema dell’amore di Lisa, Re Piero scopre la situazione e immediatamente va a visitare Lisa. Re Piero parla con Lisa e si rende conto di che nobile spirito è la ragazza. Tornando a casa, lui decide con la regina di dare Lisa in matrimonio ad un uomo nobile, regalarle due case e tanti gioielli, e promettere di essere il suo cavaliere.

Questa novella si collega bene al tema della magnanimità scelto dal re Panfilo. Nelle azioni di Re Piero, vediamo come il suo generosità lo spinge a regalare diverse cose a Lisa. La generosità del re ha due diversi risultati. Da una parte, queste azioni funzionano come un riconoscenza dallo spirito di Lisa da parte del re. Lei non è più una ragazza innamorata perché con il promesso di essere il suo cavaliere, Re Piero stabilisce un rapporto fra le due persone che non poteva esistere prima. Dall’altra parte, tutti i regali funzionano come una stabilizzazione della classe sociale di Lisa. Prima di essere sposata con il ragazzo nobile, Lisa era la figlia di uno speziale. Con il matrimonio, però, lei adesso è una ragazza nobile e ricca. Con i regali dal re, la situazione economica di Lisa riflette la nobiltà del suo spirito.

La connessione fra generosità e amicizia è complessa. Possiamo pensare che la generosità sia una cosa che si dona agli amici quando ci sono i metodi e le risorse per dare, una persona deve dare ai suoi amici. L’amicizia ha l’effetto di smussare le differenze sociali fra le persone. Una persona del popolo con un spirito forte può diventare amica di una persona nobile; un bell’esempio di questo è la novella di Cisti il fornaio della sesta giornata. Quando si combina la generosità e l’amicizia nasce un rapporto che porta le due persone a livelli più simili, come nel caso di Lisa.

Published in: on 12 maggio 2016 at 16:25  Lascia un commento  

Pampinea: Nona Giornata, Settima Novella

In questa nona giornata, la regina Emilia lascia il tema aperto e Pampinea decide di raccontare una novella che tratta della un marito e della sua bella moglie insopportabile. La trama di questa brevissima novella è abbastanza semplice. Una notte Talano d’Imolese sogna che sua moglie, Margherita, va in bosco e viene ferita da un lupo. Quando si sveglia, Talano decide di avvertire sua moglie perché non vuole che qualcosa successe a lei. Margherita invece si arrabbia quando Talano la avverte e pensa che lui sta per incontrare una amante nel bosco. Nel pomeriggio, Margherita va in bosco per trovare Talano e la sua amante ma invece incontra un lupo che la aggredisce. E così il sogno di Talano diventa realtà.

Cosa insegna Pampinea alle donne della brigata con questa novella? Questi ultimi giorni, le novelle di Pampinea sono diminuite in forza. Le novelle non sono più storie con forti messaggi o lezioni morali e questa novella sembra più una storia raccontata da madre a figlia per insegnare il ruolo obbediente di una moglie. Visto che Pampinea è forse la donna più forte della Brigata, perché racconta questa novella? Nei giorni precedenti, sembrava che Boccaccio stesse usando Pampinea come una voce femminista, ma adesso lei sembra una donna chiunque dalla brigata e della loro società.

Sembra che questa novella sia il risultato della posizione di questa giornata nello svolgimento cronologico del Decameron. Siamo alla penultima giornata del viaggio della brigata. Fra un giorno, loro saranno tornati a Firenze e alle loro vite normali. Le regole di società che imprigionano le donne alle loro case e le tolgono della loro volontà non si sentivano così forte nel giardino dove raccontano le loro novelle, ma fra poco saranno di nuovo oppressivamente una parte delle loro vite. Potrebbe essere che questa novella funzioni come un ricordo della vera natura della condizione femminile per le donne della brigata, e questo ricordo è ancora più forte quando raccontato da Pampinea, perché lei guida le donne di questa brigata.

Published in: on 12 maggio 2016 at 16:23  Lascia un commento  

Pampinea: Ottava Giornata, Settima Novella

Questa ottava giornata, sentiamo da Pampinea una delle novelle più importanti in tutto il Decameron. Possiamo dire che, di base, la trama di questa novella è abbastanza semplice. Una bella ma troppo vana vedova di nome Elena prova a beffare uno scolare, che si è innamorato di lei, per dimostrare al suo amante che non è interessata allo scolare. A causa della beffa, lo scolare, Rinieri, quasi viene ucciso perché la donna lo fa rimanere in cortile tutta la sera mentre sta nevicando. Quando la donna viene lasciata dal suo amante, lei chiede aiuto allo scolare, che invece usa questa opportunità per la sua vendetta. Con il pretesto di negromanzia, lo scolare manda la vedova in campagna, ma in realtà lui usa le istruzioni magici per lasciare la donna nel sole tutto il giorno. La vedova viene bruciata e la sua bellezza è rovinata – la vendetta dello scolare è completa.

In questa novella, non c’è mancanza di aspetti interessanti di cui potrei discutere. Uno di questi aspetti è la simmetria apparente nella vendetta dello scolare che Robert Durling descrive nel saggio “A Long Day in The Sun: Decameron 8.7”. Mentre lo scolare soffre tutta la sera nel freddo e nella neve, lui fa soffrire la vedova tutto il giorno nel sole. I tempi sono anche gli opposti. La beffa dello scolare succede durante l’inverno una settimana dopo Natale, ma la vendetta sulla vedova succede in luglio. Questa inversione completa è il risultato di una retorica molto complicato dallo scolare basato sul suo odio per la vedova  e sulla sua prova a giudicarla, un’idea che viene approfondita nel saggio di Milicent Marcus “Misogyny as Misreading: A Gloss on Decameron VIII, 7.”.

Nel suo saggio, Marcus spiega che Rinieri prova a imporre la giustizia divina nelle sue azioni, ma questa prova è contraria all’idea dantesca del contrappasso e anche ai principi teologici. Più di questo, non ci sono degli aspetti metaforici o simbolici nella vendetta superficiale. La vendetta è basata sul desiderio di Rinieri e il suo amore non contraccambiato che falsamente spingono il suo senso di giustizia che sono in realtà il suo orgoglio e il suo odio. Si possono vedere queste emozioni nei lunghi discorsi che Rinieri fa a Elena, in cui non prova a insegnare una lezione o una morale ma invece descrive solo il malcontento che lei gli ha causato. In questi discorsi, una forte corrente misogina è apparente e appare come la vera ragione per la vendetta quando Rinieri cambia il tu – Elena – nel voi – le donne.

In questa ottava giornata dedicata alla beffa, Pampinea ci racconta questa novella che ha due beffe ma che non ti fanno ridere o sorridere. Infatti, la novella ha una completa assenza dei due principi a cui Boccaccio ha dedicato questo libro: la compassione e la comicità. La corrente misogina è troppo forte per essere trascurata, quindi mi ha lasciato con più domande che conclusioni. Perché Boccaccio sceglie Pampinea per raccontare questa novella? Quali lezioni sta provando a insegnare alle donne della brigata e anche alle sue lettrici? L’inganno potrebbe essere anche una forma di punizione?

Published in: on 12 maggio 2016 at 16:22  Lascia un commento  

Fiammetta, nona giornata, quinta novella

La novella che racconta Fiammetta durante la nona giornata tratta di Calandrino perché Fiammetta decide che vuole raccontare una storia che divertirà a tutti. La storia comincia con un uomo Fiorentino molto ricco, Niccolò Cornacchini, che costruì una villa molto bella che voleva decorare con moltissimi affreschi. Cornacchini chiede a Bruno e Buffalmacco se possono aiutarlo e come era molto lavoro, loro chiedono a Calandrino e Nello per aiuta. La casa era abbastanza vuota perché u Cornacchini non ci vivevano pero ogni tanto il figlio Filippo invitava una donna a la villa per soddisfare i suoi piaceri per qualche giorno prima di mandarla via.

Un giorno porta una donna bellissima che si chiama Niccolosa. Lei va nel giardino per lavarsi le mani e la faccia dove si trova con Calandrino per caso. Com’è molto bella, Calandrino non può che guardarla e lei non può che guardarlo perché è molto brutto. Calandrino essendo molto ingenuo crede che Niccolosa lo sta guardando perché si è presa una cotta per lui. Niccolosa, rendendosi conto della stupidezza di Calandrino decide di farli la corte solo per divertimento. Quando Calandrino ritorna da Bruno, gli dice che si è innamorato di Niccolosa ma che però è preoccupato che lei è la moglie di Filippo. Bruno poi dice a Calandrino di mantenere il suo amore un secreto da Nello come lui è un parente di Tessa, la moglie di Calandrino. Poi gli dice che lo aiuterà a conquistare Niccolosa. Bruno quindi va da Buffalmacco e Nello e gli racconta tutto, poi racconta tutto a Filippo e Niccolosa. Insieme, loro decidono di fare qualcosa per prendere in giro Calandrino.

 

Bruno quindi racconta a calandrino che Niccolosa è la moglie di Filippo. Alla fine della giornata, Calandrino ed i suoi amici vedono a Niccolosa e Filippo nel cortile dove Calandrino si fa ridicolo cercando l’attenzione di Niccolosa. Tutti credono che è ridicolo e molto divertente, e Niccolosa lo incoraggia mentre Filippo fa finta di non vedere cosa sta accadendo. Facendole la corta, Calandrino canta alcune canzoni d’amore e scrive molte lettere, tutto mentre i suoi amici ridono di lui. Questa presa in giro continua per due mesi.

 

Quando stanno per finire il lavoro sui affreschi Calandrino si dispera perché non sa se potrà passare la notte con Niccolosa prima che sene vada. Quindi bruno promette di aiutarlo. Bruno dice a Calandrino di trovare alcuni oggetti per fare un rotolo magico per far innamorare Niccolosa. Calandrino rimane sveglio tutto la notte catturando un pipistrello vivo per l’incantesimo di bruno.

 

Bruno quindi fa una scritta magica e dice a Calandrino di toccare Niccolosa con la scritta e di quindi portarla in un luogo per prendere ciò che vuole. Nel fra tempo, Nello ritorna a Firenze dove parla con Tessa raccontandole che Calandrino sta frequentando una prostituto e che lei dovrebbe venire il prima possibile per pigliarlo.

 

Nella villa, filippo fa finta di ritornare a Firenze quando vede che sta per arrivare Tessa. Calandrino prende questa opportunità per toccare Nicolosa con la scritta e Niccolosa fa finta di essere sotto un incantesimo e lo segue nel fienile. Giusto quando Calandrino sta per baciarla, tessa entra nel fienile e vede Niccolosa seduta su Calandrino. Tessa incomincia a menare Calandrino tutto questo mentre Bruno, Buffalmacco, e Nello stanno guardando e ridendo di questa scena molto comica. La storia finisce con Calandrino che ritorna a Firenze con la sua moglie molto arrabbiata avendo appena scoperto che tipo di uomo è.

Published in: on 5 maggio 2016 at 14:50  Lascia un commento  

Filomena: Quarta Giornata, Novella Quinta

Il tema del quarto giorno è amore che finisce infelice, e la storia raccontata da Filomena è magari la più infelice di tutte. Nella storia, Elisabetta si innamorava di Lorenzo, un impiegato dei suoi fratelli. Dopo un fratello ha scoperto la relazione, ha detto agli altri fratelli, ma loro decidevano di comportarsi come sapevano niente. Alla fine, sotto il pretesto di un viaggio d’affari, portavano Lorenzo fuori città e lo uccidevano.

Elisabetta si struggeva per il suo amore, fino a lui è apparso nel suo sonno. Spiegava la slealtà dei suoi fratelli, e descriveva dove stava sotterrato. Nella mattina, Elisabetta e una domestica fidata andavano al sito descritto da Lorenzo. Hanno trovato il suo corpo, e Elisabetta ha deciso spiccare dal corpo la testa con un coltello. Con la testa, tornavano a casa e Elisabetta “con questa testa nella sua camera rinchiusasi, sopra essa lungamente e amaramente pianse, tanto che tutta con le sue lagrime la lavò, mille basci dandole in ogni parte.” Lei ha avvolto la testa in un tessuto fino, e l’ha messo in un bel vaso. L’ha coperto con terra, e “piantò parecchi piedi di bellissimo basilico salernetano, e quegli da niuna altra acqua che o rosata o di fior d’aranci o delle sue lagrime non innaffiava giammai.”

Ogni giorno, lacrimava sopra il basilico, ed i suoi vicini hanno prestato attenzione. Alcuni vicini hanno espresso loro interessamento, e i fratelli hanno tolto il vaso dalla camera. Quando Elisabetta implorava i suoi fratelli ritornare il vaso, hanno deciso di esaminare il contento del vaso, e hanno scoperto la testa decomponenda di Lorenzo. Scioccati, hanno seppellito la testa e, in fretta e furia, si sono trasferiti a Napoli. Elisabetta lacrimava fino alla morte, e infine una canzone è stato scritto da uno che ha imparato la storia del affare intero.

Magari ispirati da questa idea di un canzone parlando di Elisabetta, in 1820 John Keats ha pubblicato un poema chiamata “Isabella; or, The Pot of Basil.” Il poema è molto simile alla storia del Decamerone, scritto in sessantatre versi con un schema metrico di ABABABCC. Una differenza tra la storia di Boccaccio e il poema e la avidità dei fratelli. Nel poema, è questa avidità invece di orgoglio che causa i fratelli uccidere Lorenzo.

 

 

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Isabella and the Pot of Basil, William Holman Hunt

Questo poema era un soggetto popolare tra pittori preraffaelliti. Alcuni esempi famosi sono Isabella and the Pot of Basil di William Holman Hunt e Isabella di John Everett Millais. Nel dipinto di Millais, possiamo visualizzare un altro cambio nel poema: come l’affare tra Elisabetta e Lorenzo è scoperto. Nel poema, è scoperto da molte avvisaglie, non da um momento in particolare, come era nella storia di Boccaccio. Inoltre, nel poema ci sono molti dettagli che arrichiscono la trama. Questo poema permette la storia di Lisabetta vivere oltre il Decamerone.

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Isabella, John Everett Millais

Published in: on 5 maggio 2016 at 14:49  Lascia un commento  

Fiammetta, settima giornata, quinta novella

La novella che racconta Fiammetta durante la settima giornata è una parabola per dimostrare che un marito che è geloso di sua moglie senza motivo si merita tutto ciò che lei gli fa. C’era una volta un mercante molto ricco che viveva a Rimini. Questo uomo si era appena sposato con una donna molto bella e quindi diventò geloso. Aveva paura che tutti si innamorerebbero di lei e che lei sarebbe egualmente simpatica con loro come lo era con lui. Quindi la rinchiuse nella casa e la povera moglie non poteva mai uscire, neanche per andare a chiesa. Lei aveva tanta paura che non osava avvicinarsi alla finestra. La moglie diventò talmente infelice che diventò ogni volto più impaziente. Per consolarsi, la moglie decise di dare al suo marito un motivo per essere geloso. Decide di trovare un buco nella parete per vedere se può parlare con il giovane uomo che vive accanto. Lei spera che, vedendolo tra il buco, potrà offrirli il suo amore, e che trovandosi ogni tanto potrà sopravvivere mentre la gelosia del suo marito passi.

 

La moglie trova un buco nella parete e si rende conto che il buco è nella parete attaccata alla stanza di Filippo, il suo giovane vicino. Quando finalmente riesce a catturare l’attenzione di Filippo, gli dice tutti i suoi pensamenti e Filippo, felicissimo, incomincia ad allargare il buco nella parete. I due parlano attraverso la parete ogni volta che possono. Arrivato Natale, la moglie chiede se può andare a chiesa solo per confessarsi, ed il marito gelosamente le chiede cosa avrebbe da confessare. Lei risponde dicendo che lei commette peccati anche essendo rinchiusa in casa. Non ostante la sua gelosia, la lascia andare a confessarsi, pero decide di travestirsi come il prete per ascoltare la sua confessione. La moglie lo riconosce prima di confessarsi e quindi decide di darli ciò che stava cercando. Fingendo di non averlo riconosciuto, incomincia a confessarsi. La moglie racconta al suo marito travestito da prete che lei è innamorata di un prete che viene ogni notte per dormire con lei. Gli dice che il prete va a trovarla ogni notte e fa alcuni incantesimi per aprire la porta e perché il suo marito si addormenti. Naturalmente, tutto ciò che sta raccontando è una bugia pero il marito questo non lo sa. Dopo la confessione, il marito ritorna a casa determinato di scoprire la relazione romantica di sua moglie. Il marito le dice che andrà a cenare fuori e che dormirà in un altro luogo e che lei dovrebbe chiudere a chiave tutte le porte ed addormentarsi quando sarà pronta. Poi, la moglie va al buco nella parete per dire a Filippo che potrà visitarla quella notta perché lei è sicura che il suo marito non si sposterà dalla porta dove sta di guardia. Filippo quindi trova come entrare nella stanza della moglie attraverso il tetto e i due passano la notte insieme. Il povero marito rimase accanto alla porta tutto la notte ed il prossimo giorno si assicuro che la moglie non aveva passato la notte con il prete mandando un servo travestito. La moglie dice al servo che se il suo amante continua a non trovarla si scorderà del suo amore per lui.

 

E cosi notte dopo notte il marito aspettó vicino alla porte in caso arrivasse il prete, e la moglie passò le notti con il suo amante Filippo. Un giorno, il marito la confronta dicendole che sa ciò che aveva fatto e la moglie risponde dicendo che non era mai innamorata di un prete. Poi la moglie gli racconta che lo aveva riconosciuto e che le aveva detto quelle cose perché era stanca di lui essendo geloso. Lei aveva detto che era innamorata di un prete, pero questo era mentre il suo marito era travestito da prete. Ed ogni volta che il marito mando il servo per scoprire se lei avesse dormito con qualcuno, lei rispose di no perché quelle notti lui aveva dormito vicino alla porta in caso arrivasse un amante che non esiste.

 

La storia conclude con la moglie dicendo al marito che non deve essere cosi geloso perché se lei volesse tradirlo, potrebbe farlo senza che lui si rendi mai conto. E cosi, il marito non fu più geloso e la moglie poté vedere il suo amante molte volte con lui entrando dalla porta invece dal tetto.

Published in: on 5 maggio 2016 at 14:49  Comments (1)  

Elissa: Nona Giornata, Seconda Novella

La novella di Elissa della nona giornata si svolge in un convento in Lombardia durante il quattordicesimo secolo. Una monaca, Isabetta, si innamora profondamente di un compagno di un parente, con cui realizza una relazione ardente. L’amante allora va frequentemente a trovare Isabetta nel convento, ma per sfortuna una notte viene scoperto dalle altre monache. Le monache decidono di non dire niente alla badessa, madonna Usimbalda, fino a quando hanno prova concreta di questa relazione sconveniente tra Isabetta ed il suo amante. Quindi una notte quando le monache sono sicure della presenza dell’amante d’Isabetta, chiedono alla badessa di venire in camera d’Isabetta così può vedere con gli occhi suoi il peccato d’Isabetta e rimproverarla immediatamente. Ciò che le altre monache non sanno è che anche madonna Usimbalda ha un amante, che è un prete, ed al momento in cui le monache la chiamano alla camera d’Isabetta, sta facendo l’amore con il prete. In fretta, madonna Usimbalda va alla camera, ma invece di mettere il velo sulla testa, mette le mutande del prete. Così madonna Usimbalda rimprovera Isabetta severamente con le mutande del prete sulla testa, ed Isabetta, avendo capito che cosa madonna Usimbalda faceva prima di venire in camera sua, le domanda rispettosamente, “Madonna, se Dio v’aiuti, annodatevi la cuffia e poscia mi dite ciò che voi volete” (15).  Dopo che la madonna capisce ciò che Isabetta voleva dirle, cambia il suo discorso completamente, concludendo che è impossibile ignorare i desideri corporali, e che se si dovesse avere un rapporto sessuale con qualcuno, dovrebbe essere realizzato in un modo nascosto.

Questa novella critica la superficialità in generale, ma critica soprattuto quella della chiesa. Per cominciare, madonna Usimbalda è descritta come “buona e santa donna secondo la oppinion delle donne monache e di chiunque la conoscea,” mentre che viene rappresentata come una badessa ipocrita che rimprovera una monaca che sta facendo la stessa cosa che lei fa in segreto con un prete (paragrafo 7). Tutto il discorso della madonna a Isabetta si fonda sulla superficie; sgrida “sì come a colei la quale la santità, l’onestà, la buona fama del ministero con le sue sconce e vituperevoli opere, se di fuor si sapesse, contaminate avea” (paragrafo 13). Chiaramente il problema per la badessa non è l’azione per sé, bensì il fatto che la sua azione, essendo stata scoperta, ha contaminato la fama del loro monastero.

Il personaggio d’Isabetta è anche molto interessante—Isabetta in questa storia rappresenta la purezza e l’innocenza, e lei semplicemente si cede ai suoi desideri naturali. Quando la badessa la castiga, “vergognosa e timida, sì come colpevole non sapeva che si rispondere, ma tacendo di sé metteva compassione nell’altre” (paragrafo 14). Lei non cerca di coprire il suo errore, ma invece sembra così indifesa e sinceramente vergognosa che inspira compassione nelle altre. Quindi l’innocenza dell’azione d’Isabetta è lodata, però come il discorso di madonna Usimbalda finisce con l’accettazione che è “impossibile essere il potersi dagli stimoli della carne difendere; e per ciò chetamente, come infino a quel dì fatto s’era, disse che ciascuna si desse buon tempo quando potesse,” c’è una necessità di regolare i desideri naturali (paragrafo 18).

Le altre monache anche hanno un ruolo significativo—loro sono troppo pettegole, ma sono pettegole perché sono gelose del fatto che Isabetta può cedersi così facilmente alla natura. Il problema con le altre monache è che loro si focalizzano troppo sugli altri e diventano gelose perché si preoccupano troppo delle cose degli altri invece di dedicarsi alle loro vite. Come prova, le altre monache non si rendono conto delle brache sulla testa di madonna Usimbalda perché sono così fisse su vedere Isabetta rimproverata e punita. Se Isabetta non avesse detto nulla delle brache, nessuno le avrebbe osservate… perché tutte le altre sono cieche. Le monache non hanno nessun’individualità—solo seguono le regole sistemate dalla chiesa e invece di subire un processo individuale in cui si trova la loro definizione della moralità, sono ossessionate da cercare di perseguire quelle che non seguono le regole della chiesa. Non sanno fare altro che essere i cagnolini di madonna Usimbalda che è falsamente e superficialmente “una buona e santa donna.” — Magari Boccaccio sta criticando la nostra tendenza per dare l’attenzione ai posti sbagliati.

Published in: on 30 aprile 2016 at 12:21  Lascia un commento  

Fiammetta, ottava giornata, ottava storia

Durante la ottava giornata, Fiammetta decide di raccontare una storia corta ed allegra. La storia si svolge a Siena tra due giovani, Spinelloccio Taveno e Zeppa di Mino, di famiglie rispettate tuttavia comune. Spinelloccio e Zeppa erano vicini nel quartiere di Camollia. I due giovani si amavano come fratelli ed erano entrambi sposati con due donne molto belle. Siccome Spinelloccio trascorreva molto tempo nella casa di Zeppa, anche quando Zeppa non c’era, si innamorò della moglie di Zeppa ed incomincio ad avere relazioni con lei.

 

Una mattina, Spinelloccio andò a trovare la moglie di Zeppa, non sapendo che egli era ancora a casa. Vedendo i due che si abbracciavano, Zeppa capì immediatamente cosa stava accadendo ma decise di rimanere nascosto ed incominciò a pensare come poteva vendicarsi. Dopo che Spinelloccio fosse andato via, Zeppa andò a trovare sua moglie che era ancora nella loro camera aggiustandosi i vestiti. Una volta capendo che Zeppa sapeva ciò che era accaduto, la moglie lo prega di perdonarla e Zeppa le dice che se vuole che la perdoni deve fare tutto ciò che gli dice, e disse “Io voglio che tu dichi a Spinelloccio che domattina in su l’ora della terza egli trovi qualche cagione di partirsi da me e venirsene qui a te; e quando egli ci sarà, io tornerò e tu mi senti, così il fa entrare in questa cassa e serracela dentro; poi, quando questo fatto avrai, e io ti dirò il rimanente che a fare avrai; e di far questo non aver dottanza niuna, che io ti prometto che io non gli farò male alcuno.” E cosi fece la moglie di Zeppa.

 

Il prossimo giorno, quando Spinelloccio e la moglie di Zeppa avevano appena entrato nella camera, Zeppa ritorna a casa e la moglie fa finta di avere paura e convince a Spinelloccio di entrare nella cassa dove lei lo rinchiude. Poi scende a mentre si preparano a cenare quando Zeppa dice che siccome Spinelloccio non cenerà a casa (la scusa che gli aveva dato per andare a trovare sua moglie), dovevano invitare a la moglie di Spinelloccio perché lei mangi con loro. Quando arriva la moglie di Spinelloccio, Zeppa la porta nella camera da letto dove le racconta tutto ciò che aveva scoperto tra Spinelloccio e la sua moglie. Zeppa le dice che siccome vuole molto bene a Spinelloccio, vuole solo avere relazioni con lei come Spinelloccio aveva avuto relazioni con la sua moglie. E conclude dicendo che le regalerà un gioiello bellissimo. La moglie di Spinelloccio lo crede e dice che va bene solo se può assicurare che la sua moglie non si arrabbierà come lei non si era arrabbiata avendo scoperto ciò che aveva fatto Spinelloccio. Cosi i due ebbero relazioni sulla cassa dove era rinchiuso Spinelloccio.

 

Dopo che avevano goduto i loro corpi abbastanza, la moglie di Spinelloccio chiede dov’è il gioiello che le aveva promesso. Spinelloccio risponde aprendo la cassa. Spinelloccio e la sua moglie si vergognavano molto ma quando entra la moglie di Zeppa e capisce ciò che è accaduto, non si arrabbia ed invece dice ridendo : “Madonna voi m’avete renduto pan per focaccia” cioè dicendo che le aveva fatto la stessa cosa.  Cosi la storia conclude con Zeppa e Spinelloccio decidendo di condividere anche le loro mogli come hanno già condiviso tutt’altro.

 

Analizzando questa storia, si potrebbe fare una critica femminista sul fatto che Zeppa e Spinelloccio trattano le loro mogli come oggetti che si possono condividere. Comunque, trovo che questa storia a elementi molto più rispettabili che altre storie del Decameron. Per esempio, la moglie di Zeppa decide di avere relazioni con Spinelloccio prima che qualsiasi altra cosa accada tra Zeppa e Spinelloccio e le loro mogli. Cosi, la prima relazione e una a base di consenso. Anche se, una volta scoprendo la relazione entro sua moglie e Spinelloccio, Zeppa minaccia a la moglie di Spinelloccio con ciò che accadrà se lei decide di non avere relazioni con lui, si dimostra sempre che l’atto entro Zeppa e la moglie di Spinelloccio è anche a base di consenso. Cosi detto, anche se Zeppa minaccia a la sua moglie e la moglie di Spinelloccio, ed anche se i due giovani trattano le loro donne come oggetti che si possono condividere, le relazioni romantiche accadono a base di consenso che non c’è in molte altre storie del Decameron, per esempio quella di Catella durante la terza giornata.

 

Questa storia è anche molto interessante considerando come le prostitute vengono trattate. In generale, a tutte le donne che hanno sesso in cambio per denaro o regali accade qualcosa sfortunato. Invece, in questa novella, la moglie di Spinelloccio decide di avere relazioni con Zeppa solo dopo Zeppa le promette un gioiello molto prezioso. Qui, il gioiello è Spinelloccio e in questo modo, la moglie di Spinelloccio viene vergognata anche se non gli accade niente di sfortunato. Secondo me questo è perché lei non riceve ne denaro ne gioielli per avere avuto relazioni con Zeppa.

Published in: on 19 aprile 2016 at 16:58  Lascia un commento