Pampinea: Ottava Giornata, Settima Novella

Questa ottava giornata, sentiamo da Pampinea una delle novelle più importanti in tutto il Decameron. Possiamo dire che, di base, la trama di questa novella è abbastanza semplice. Una bella ma troppo vana vedova di nome Elena prova a beffare uno scolare, che si è innamorato di lei, per dimostrare al suo amante che non è interessata allo scolare. A causa della beffa, lo scolare, Rinieri, quasi viene ucciso perché la donna lo fa rimanere in cortile tutta la sera mentre sta nevicando. Quando la donna viene lasciata dal suo amante, lei chiede aiuto allo scolare, che invece usa questa opportunità per la sua vendetta. Con il pretesto di negromanzia, lo scolare manda la vedova in campagna, ma in realtà lui usa le istruzioni magici per lasciare la donna nel sole tutto il giorno. La vedova viene bruciata e la sua bellezza è rovinata – la vendetta dello scolare è completa.

In questa novella, non c’è mancanza di aspetti interessanti di cui potrei discutere. Uno di questi aspetti è la simmetria apparente nella vendetta dello scolare che Robert Durling descrive nel saggio “A Long Day in The Sun: Decameron 8.7”. Mentre lo scolare soffre tutta la sera nel freddo e nella neve, lui fa soffrire la vedova tutto il giorno nel sole. I tempi sono anche gli opposti. La beffa dello scolare succede durante l’inverno una settimana dopo Natale, ma la vendetta sulla vedova succede in luglio. Questa inversione completa è il risultato di una retorica molto complicato dallo scolare basato sul suo odio per la vedova  e sulla sua prova a giudicarla, un’idea che viene approfondita nel saggio di Milicent Marcus “Misogyny as Misreading: A Gloss on Decameron VIII, 7.”.

Nel suo saggio, Marcus spiega che Rinieri prova a imporre la giustizia divina nelle sue azioni, ma questa prova è contraria all’idea dantesca del contrappasso e anche ai principi teologici. Più di questo, non ci sono degli aspetti metaforici o simbolici nella vendetta superficiale. La vendetta è basata sul desiderio di Rinieri e il suo amore non contraccambiato che falsamente spingono il suo senso di giustizia che sono in realtà il suo orgoglio e il suo odio. Si possono vedere queste emozioni nei lunghi discorsi che Rinieri fa a Elena, in cui non prova a insegnare una lezione o una morale ma invece descrive solo il malcontento che lei gli ha causato. In questi discorsi, una forte corrente misogina è apparente e appare come la vera ragione per la vendetta quando Rinieri cambia il tu – Elena – nel voi – le donne.

In questa ottava giornata dedicata alla beffa, Pampinea ci racconta questa novella che ha due beffe ma che non ti fanno ridere o sorridere. Infatti, la novella ha una completa assenza dei due principi a cui Boccaccio ha dedicato questo libro: la compassione e la comicità. La corrente misogina è troppo forte per essere trascurata, quindi mi ha lasciato con più domande che conclusioni. Perché Boccaccio sceglie Pampinea per raccontare questa novella? Quali lezioni sta provando a insegnare alle donne della brigata e anche alle sue lettrici? L’inganno potrebbe essere anche una forma di punizione?

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Published in: on 12 maggio 2016 at 16:22  Lascia un commento  

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