Filomena: Seconda Giornata, Novella Nona

Su questa bella giornata, dopo aver goduto dei giardini e mangiato, Filomena è nominata come regina. Nel corso del giorno, lei è descritto come bella, armoniosa, alta, e piacevole, con una corona d’alloro. Lei non prescribe un tema per le storie del giorno, ma il soggetto di gioia dopo sfortuna emerga. Dopo gli altri membri della brigata hanno recitato le loro storie, Filomena racconta la nona storia, per onorare la posizione finale di Dioneo che è stato deciso nella prima giornata.

Filomena recita la storia di Bernabò e Ambrogiuolo, in un tentativo di illustrare il proverbio che “lo ‘ngannatore rimane a piè dello ‘ngannato.” Inoltre, lei spera che la storia ispira i membri della brigata essere custodito contro ingannatori. La storia inizia a Parigi, con Bernabò e Ambrogiuolo discutiendo le donne con gli altri mercanti. Tutti credono che tutte ” le donne lasciate da loro non volessero perder tempo,” tranne Bernabò. Lui crede che la sua moglie, Zinevra, è il modello di una donna, perfetto in ogni occupazione, e fedele sempre. Ambrogiuolo non crede la asserzione che una donna può essere fedele, e Bernabò propone una scommessa. Se Ambrogiuolo può seduce la moglie di Bernabò in tre mesi, lui riceva cinquemila fiorino d’oro. Se non, Bernabò riceve mille fiorino.

A Genova, Ambrogiuolo tenta di sapere più di questa donna perfetta. Dopo alcune inchieste, scopre Bernabò aveva ragione, e il incarico di sedurre la donna sarà più difficile di che pensava. Ambrogiuolo decide di ingannare Bernabò, e con la aiuta di una povera donna, lui è portato nella camera della donna in una cassa. Quando la donna sta dormendo, lui scappa dalla cassa e inizia imparare il contenuto della camera a memoria. Finalmente, toglie la coperta e ha notato un neo con alcuni “peluzzi biondi come oro.”  Ambrogiuolo ruba una borsa e alcuni anelli e cinture, e torna a sua cassa. Nella mattina, la donna povera rimuove la cassa dalla camera e Ambrogiuolo torna a Parigi.

A Parigi, Ambrogiuolo spiega la disposizione della camera di Zinevra e esibisce le cose rubate, e sostiene che lei le ha dato a lui. Bernabò è scettico, e mantenga che queste osservazioni e cose avrebbero potuto essere acquisito da un servitore. A questo punto, Ambrogiuolo svela la sua conoscenza del neo con i peluzzi biondi. Bernabò è scioccato ma concede che Ambrogiuolo ha vinto la scommessa.

Bernabò inizia tornare a Genova, ma decide di inviare un suo famigliare con due cavalli e una lettera a Zinevra con una richiesta per lei unirsi a lui. Però, ha ordinato a questo famigliare di uccidere la donna durante il viaggio. Lei, sospettando nulla, va con il famigliare. Quando loro hanno raggiunto un luogo appartato, lui ha rivelato il suo compito. La donna convince lui prendere i suoi vestiti come prova di avere uccise lei, e di risparmiare lei.

La donna si trasforma il suo aspetto, affinché sembra un marinaio. Sulla costa, lei incontra signore En Cararh, un nobile catalano. Si presenta come Sicurano da Finale, e assicura una posizione come un mozzo. Non molto tempo dopo, il catalano è andato al palazzo del soldano, chi ha richiesta i servizi di Sicurano.

Il soldano ha mandato Sicurano a sovrintendere una fiera in Acri. A questa fiera, Sicurano individua la borsa e la cintura che Ambrogiuolo ha rubato. Sicurano chiede chi sta vendendo questi oggetti, e un Ambrogiuolo ridendo si presenta e rivela che sono sua proprietà. Quando Sicurano domanda a Ambrogiuolo perché sta ridendo, lui spiega che queste cose erano regali dalla moglie di Bernabò, dopo una notte insieme. Anche spiega la scommessa e la decisione di Bernabò di avere la moglie uccisa.

A questo punto, Zinevra ha capito tutti gli eventi degli ultimi anni. Sicurano invita Ambrogiuolo a tornare a Alessandria, e dopo induce Bernabò a venire anche. Le due compaiono davanti al soldano, e Ambrogiuolo è convinto di dire la verità del affare con Bernabò. Dopo aver rimproverato Ambrogiuolo e Bernabò, Sicurano si rivela come Zinevra.

Zinevra perdona Bernabò, e il soldano anche risparmia la sua vita. Ambrogiuolo è portato a un posto nel sole e “legato a un palo e unto di mele,” e nel medesimo giorno “dalle mosche e dalle vespe e da’ tafani…fu non solamente ucciso ma infino all’ossa divorato.” Tutta la sua proprietà è stato dato a Zinevra. Insieme, lei e Bernabò sono tornati a Genova, “E cosí rimase lo ‘ngannatore a piè dello ‘ngannato.”

In questo racconto, possiamo vedere la importanza della vendetta nella cultura antica. Inoltre, Filomena rinforza gli ideali di fedeltà. C’è vergogna non solo in una donna chi non sta fedele, ma anche in un uomo chi non si fida della sua moglie.

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Published in: on 10 aprile 2016 at 15:26  Lascia un commento  

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