Elissa: Quinta Giornata, Terza Novella

Come la regina Fiammetta aveva ordinato, Elissa scrive una storia in cui i protagonisti devono subire tante sfide prima di arrivare a un lieto fine. Questa novella si tratta di due amanti, Pietro Boccamazza, il figlio di una famiglia notabile in Roma, e l’Agnolella, un plebeo però il cui padre era molto rispettato dai romani. Tuttavia, debito alla differenza nelle loro classi sociali, le loro famiglie non sopportano il loro matrimonio, e quindi, i due giovani fuggono a cavallo da Roma verso Alagna. Durante il loro viaggio, si trovano in situazioni pericolose, assaliti dai fanti, dalle male brigate degli uomini che venivano a molestare la gente e rubare delle cose, o in una selva oscura con lupi. Per fortuna, alla fine con l’aiuto, Pietro da un gruppo di pastori e l’Agnolella da una vecchia coppia, gli amanti riescono ad arrivare ad un castello si chiama il castello Liello di Campo di Fiore dove vengono riconosciuti dalla moglie del signore del castello. Questa donna, dopo di aver verificato l’amore tra questi due giovani, decide di sposarli e mette pace alle loro famiglie.

Ci sono tanti simboli notabili in questa novella che rende questo viaggio di Pietro e l’Agnolella più significativo. Non è una coincidenza che si mettono “per una via a sinistra” ed entrano in “una selva”  perché questa selva è chiaramente un riferimento alla selva oscura di Dante e la via a sinistra indica che è la via sbagliata (paragrafo 11). I protagonisti devono passare per questa selva pericolosa prima che possano arrivare al loro “paradiso” con le loro famiglie in favore del loro amore.

I lupi che divorano il cavallo di Pietro anche potrebbero simbolizzare l’avarizia e la corruzione della chiesa. La violenza dei lupi potrebbe anche essere parallelo alla violenza che esiste tra la gente durante questo periodo, esemplificata dai fanti che vogliono impiccare Pietro solo perché Pietro è un guelfo mentre loro sono dei ghibellini, o dalle cattive brigate che vanno in giro cercando di fare danni a uno qualunque.  Ciò nonostante, Pietro e l’Agnolella vengono salvati da alcune persone umili come pastori o vecchietti che li accompagnano verso il castello, simile al modo in cui Dante riceve tanto aiuto da Virgilio, Beatrice, o altri santi durante il suo viaggio.

Inoltre, questo matrimonio tra Pietro e l’Agnolella si riferisce non solo all’unione di due famiglie delle diversi classi sociali, ma anche metaforicamente all’unione o pace tra i guelfi ed i ghibellini o tra qualunque partiti in conflitto. Per di più, è importante notare che la signora del castello è quella che fa il matrimonio e porta la pace tra le famiglie. C’è sempre bisogno di un terzo partito che può ragionare e giudicare la situazione bene senza pregiudizio: la signora del castello dice, “Costor s’amano, costor si conoscono, ciascuno è parimenti amico del mio marito, e il lor desiderio è onesto e credo che egli piaccia a Dio, poiché l’uno dalle forche ha campato e l’altro dalla lancia e amenduni dalle fiere selvatiche: e però facciasi” (paragrafo 51). Questa signora serve come un prete che fa da giudice per Dio (visto che i veri preti nelle chiese sembrano corrotti) riconoscendo l’amore onesto tra i due e unendoli in matrimonio.

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Published in: on 4 aprile 2016 at 16:54  Lascia un commento  

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