Neifile~Seconda Giornata~Prima Novella

Sotto la regina di Filomena, il tema di queste novelle è la circolarità della fortuna e della sfortuna. Per la prima novella, Neifile inizia la seconda giornata parlando con la brigata del problema degli uomini la cui ingenuità. Nelle tutte le novelle della seconda giornata, c’è un pattern o schema che si completa. Comunque, c’è una circolarità della fortuna per i personaggi di ogni novella. Penso che questo tema sia molto interessante perché la fortuna si trova in comunicazione con la natura. I membri della brigata sono seduti nella natura, in un posto sicuro in cui possono parlare degli eventi della sfortuna e le lezioni delle persone nelle classi sociali più basse. Ci sono anche altri temi della fortuna, come la relazione con il genere e con la fortuna per gli uomini contro le donne. Ho trovato molte scene in cui le donne sono in relazione della natura. Nella novella di Neifile, una donna giovane della brigata, Lei introduce una storia sulla scommessa degli uomini. Il processo della fortuna si presenta in un modo in cui il lettore viaggia attraverso gli alti e basi della fortuna con gli incontri degli uomini.

Questa storia inizia con un tedesco a Travigi chiamato Arrigo. Arrigo era un povero uomo che lavorava per la comunità di portare pesi a prezzo serviva chi il ricedeva e con questo la comunità l’ha chiamato uomo di santissima vita e di buone opere. A Travigi c’era una storia che nell’ora della sua morte, tutte le campane della Chiesa maggiore cominciarono a suonare. Il suo corpo é diventato sacro e la comunità è andata alla chiesa per essere alla presenza del corpo di Arrigo per guarire disabilità e corpi feriti.

Intanto, tre cittadini vanno in corso per la città; uomini di nome, Stecchi, Martellino e Marchese. Gli uomini sono imitatori che si sono vestiti come ogni uomo che il pubblico vuole. Comunque, tutte le persone nella piazza vanno per vedere il corpo di Arrigo e i tre uomini vanno con la folla. Quando hanno visto il caos, Martellino ha deciso di vestire come uno storpio, dicendo agli altri: “mi verrete sostenendo facendo sembianti di volermi là menare acciò che questo santo mi guarisca: egli non sarà alcuno che veggendoci non ci faccia luogo e lascici andare.”(10) Stecchi e Marchese sono d’accordo con il piano e Martellino è stato scortato tra la folla. Il corpo di Martellino è stato posto sopra il corpo di Arrigo per avere il beneficio del Santo. Martellino ha cominciato muovere le mani, poi le gambe e le braccia. Per la fola nella chiesa, questo è il miracolo del Santo Arrigo.

Per avventura c’era un fiorentino nella fola che conosceva Martellino e ha urlato, “ Domine fallo tristo! Chi non avrebbe creduto, veggendo venire, che egli fosse stato attratto da dovero?”(14) Allora i cittadini di Travigi cominciarono a gridare, “Sia preso questo traditore e beffatore di Dio e de’ santi, i quali, non essendo attratto, per ischernire il nostro santo e noi, qui a guisa d’atratto sono venuti! ” All’inizio dell’attacco, Marchese e Stecchi sono andati con la fola per uccidere Martellino. Fortunatamente, Marchese ha creato un nuovo piano e ha urlato Aiuta! “ Mercé per Dio! Egli è qui un malvagio uomo che m’ha tagliata la borsa con ben cento fiorin d’oro; io vi priego che voi il pigliate, sí che io riabbia il mio.”(19) Subitamente la fola ha portato Martellino al giudice del podestà a confessare il suo crimine. Il giudice ha chiesto la verità di Martellino quando lui è fissato allo strappato dalle sue braccia e gambe. Dopo una tortura dolorosa, Marchese e Stecchi hanno trovato Martellino e hanno detto al giudice che gli tre uomini sono appena arrivati a Travigi e il ladro delle borse sono un cittadino. Martellino è stato rilasciato, comunque ha sentito che c’è un cappio al collo fino al suo ritorno a Firenze.

Alla fine Martellino e i tre uomini hanno imparato la lezione della forza della natura contro la fortuna. Per esempio di Martellino, un imitatore può comprendere che la natura vince sempre contro una bugia. Al contrario, la novella presenta un mito della promessa della fortuna e la speranza per essere il giudice per ogni occasione. In relazione alla peste, la brigata si confronta co la realtà della natura contro la fortuna e come la brigata vede la realtà e la fortuna della classi sociali di Firenze.

 

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Published in: on 28 febbraio 2016 at 17:50  Lascia un commento  

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